ITINERARI

ALLA SCOPERTA DEI LUOGHI E DELLE FORTIFICAZIONI DELLA TRENTO CITTA' FORTEZZA

Gli itinerari di seguito riportati sono stati ideati da Luca Caracristi (Fondazione Museo Storico del Trentino) e pubblicati nel libro "Sui sentieri della fortezza di Trento: itinerari alla scoperta dei luoghi e delle fortificazioni della prima guerra mondiale (1914-1918)"

ITINERARIO 1

MFG
Il giro dei forti di Mattarello

Dalla piazza di Mattarello, sobborgo di Trento raggiungibile in autobus, si procede verso sud lungo la via Salita ai Dossi. Al termine della strada s’incontrano i resti della batteria inferiore. Proseguendo sulla strada sterrata si raggiunge in pochi minuti anche la batteria superiore. Tornando di poco a ritroso sulla strada, si sale per un sentiero non numerato che porta all’opera principale di Mattarello. Da qui in pochi minuti con il sentiero 447 si può raggiungere l’opera in caverna in cui nel 1915 furono spostate le cupole corazzate del forte. Gli ingressi sono posti sulla destra poco dopo il bivio con l’indicazione Malghetta. Il ritorno a Mattarello avviene per comoda strada asfaltata.

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ITINERARIO 2

Luen
Il giro delle fortificazioni della Maranza

Dal rifugio Maranza, raggiungibile in auto da Trento, si scende a piedi alla chiesetta al termine del prato, proseguendo poi per sentiero fino al "Doss de le Spazadore". Risalendo il sentiero si raggiungono i pochi resti della batteria Maranza, passando tra quella che era la nuova linea difensiva realizzata nel 1915. Con il sentiero 412 si arriva alla Calcara, sopra alla quale sorgeva il blockhaus Maranza, sostituito da postazioni campali in parte ancora visibili. Da qui è possibile scendere per tracce di trincee fino a ritrovare il sentiero 412 che riporta al rifugio.

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ITINERARIO 3

Dai Bindesi alla batteria Brusafer/Brusaferro

Partendo dal rifugio Bindesi, raggiungibile in auto da Trento, si percorre il sentiero 412 che sale verso il rifugio Maranza. Si abbandona il sentiero 412 in località "Sas del Carpen" prendendo la strada forestale a destra per raggiungere la batteria Brusafer/Brusaferro. Il ritorno avviene lungo la vecchia strada militare che scende al maso Pianizza. Da qui si torna per comoda strada al rifugio Bindesi.

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ITINERARIO 4

Il giro della Marzola

Dal rifugio Maranza, raggiungibile in auto da Trento, si prende il sentiero 426, raggiungendo prima Malga Nova e poi il Chegul, sconfinando nel III settore di difesa della fortezza. Si prosegue verso sud sul sentiero 411 salendo verso il "Doss dei Corvi" e la cima della Marzola, dove la linea difensiva proseguiva lungo la cresta. Dalla cima nord si scende alla Sella della Marzola e si risale brevemente alla cima sud. Il rientro è previsto con il sentiero 412 passando dal bivacco Bailoni.

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ITINERARIO 5

Nelle fortificazioni del Celva (Passo Cimirlo)

Dal passo del Cimirlo si sale fino alla batteria Roncogno, seguendo il sentiero 419. Continuando sul sentiero che sale verso il monte Celva si raggiunge in pochi minuti la deviazione per visitare il sentiero dei 100 scalini. Ripreso il sentiero 419 si arriva alla zona bassa del Celva, denominata ex osservatorio, dove è possibile percorrere la lunga trincea che circondava la zona ed entrare nelle opere in caverna. Il sentiero verso la cima del Celva prosegue tra ciò che resta del sistema difensivo. Giunti sulla sommità è visibile il pozzo dove sorgeva la cupola corazzata. Scendendo in direzione ovest sotto la cima, nei pressi del grande ripetitore, è possibile accedere alle postazioni in caverna. Il ritorno avviene lungo l’itinerario di salita.

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ITINERARIO 6

Dal Cimirlo al Chegul

Partendo dal passo del Cimirlo si prende il sentiero 455. Si prosegue poi sul ripido sentiero 411 dove passava la linea fortificata del III settore. Dopo l’impegnativo tratto della "Gratarola" si giunge al Chegul, con gli stoi e le postazioni che guardano verso la Valsugana. Giunti allo "Spiaz dele Sedole" si prende il sentiero 413 che scende verso la Fontana dei Gai e poi fino alla "Busa Granda". Da qui con il sentiero 455 si torna al passo del Cimirlo.

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ITINERARIO 7

Da Montevaccino alla Cima Calisio

Si parte da Montevaccino, sobborgo di Trento raggiungibile in autobus, con il sentiero 430 che porta al passo Casara, dove sorgeva l’omonimo forte. Il sentiero prosegue più ripido e raggiunge gli stoi, dove inizia il sistema di gallerie sotto la cima. Salendo ancora e superando un brevissimo tratto attrezzato, si raggiunge la cima. Il ritorno può avvenire lungo l’itinerario della salita o scendendo dal sentiero 403, deviando poi sulla strada per il forte Casara.

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ITINERARIO 8

Dal Campel alla Cima Calisio

Da Villamontagna, sobborgo di Trento raggiungibile in autobus, si arriva al parcheggio del rifugio Campel. Da qui si sale con il sentiero Sat 421 fino a prendere il sentiero 403A in direzione cima Calisio. Per il ritorno si può percorrere il sentiero 403, che riporta al Campel.

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ITINERARIO 9

Il giro del Sorasass/Soprasasso

Dal paese di Cadine si raggiunge, anche in auto, la località "Fer de Caval". Da qui si seguono le indicazioni per il giro del Sorasass/Soprasasso. Percorrendo l’itinerario in senso orario si passa prima per la "Poza de la Casara" e poi, con breve deviazione, è possibile visitare la località "Spazadomeneghe" e le sue batterie in caverna che controllavano l’accesso dalla Valle dei Laghi. Ripresa la strada che sale verso la sommità del monte, si arriva alla località Pontesel dove si può entrare nella batteria in caverna. La località prende il nome dal terrazzino panoramico posto a strapiombo sulla valle dell’Adige. Si prosegue lungo quella che era la strada militare dirigendosi verso sud, tra le altre postazioni di questo settore, arrivando anche a una fuciliera restaurata. Da qui si ritorna al punto di partenza percorrendo la strada sterrata.

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ITINERARIO 10

Dalla Vela al Sorasass/Soprasasso con il sentiero di San Vili

L’itinerario parte dalla località Vela, raggiungibile in autobus. Al termine delle abitazioni parte il sentiero 627 (sentiero di San Vili, indicato con la segnaletica SV), un lungo percorso storico-naturalistico che unisce Trento a Madonna di Campiglio. Dopo il ripido primo tratto ci si collega al giro del Soprasasso in località "Poza dei Pini". Percorrendo la strada militare sulla sommità si giunge alla zona del "Pontesel". Il ritorno avviene lungo l’itinerario di salita.

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ITINERARIO 11

Castelar de la Groa/Castellar della Grua (Passo Camponzin/Camponcino)

Il Castelar de la Groa/Castellar della Grua era un caposaldo della linea fortificata che saliva sul Bondone. Il facile percorso inizia dal passo del Camponzin/Camponcino, ed è dotato di segnaletica e pannelli illustrativi. Dal parcheggio ci si dirige a piedi verso la strada asfaltata e da qui si segue la segnaletica che indica "Percorso della Grande Guerra". Al primo bivio si prosegue sulla strada verso destra che raggiunge la sommità. Arrivati all’estremità settentrionale del dosso si scende nel bosco, dove molte opere campali sono ormai sepolte dalla vegetazione. La strada militare termina vicino ad uno stol. Da qui è possibile percorrere un tratto di trincea ricollegandosi poi al sentiero. Seguendo le indicazioni si torna velocemente al parcheggio. Poco prima dell’arrivo, abbandonando il sentiero e scendendo a destra si può visitare il lungo tratto di trincea più basso del caposaldo.

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ITINERARIO 12

Giro delle Tre cime del Bondone

Dalla località "Viote" sul monte Bondone si prende il sentiero 607 che conduce prima alla "Costa de Cavai" e poi ai piedi del Cornetto, attraverso quella che era una linea di difesa campale più avanzata. Per raggiungere la cima del Cornetto lo si aggira da ovest, per poi salire dal versante sud. Scendendo si imbocca il sentiero 636 che porta al "Doss d’Abramo". Con un facile tratto attrezzato si può salire sulla sommità del dosso. È possibile evitare la salita rimanendo sul sentiero 636. L’itinerario prosegue arrivando alla Cima Verde. Per il ritorno si continua con il sentiero in direzione nord e si attraversano i prati delle Viote, tornando al punto di partenza.

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ITINERARIO 13

Dalle "Viote" al "Parolet": il giro delle Pale del Bondone

Partendo dalle caserme delle "Viote" si sale lungo quella che era la vecchia strada militare, seguendo poi per le indicazioni per la baita SAT. Al termine della strada ci si immette nel sentiero 626, che ripercorre il tracciato che collegava le varie postazioni del settore, con bellissimi scorci sulla valle dell’Adige. Una volta raggiunta la baita SAT, ci si dirige al "Parolet", che con una breve deviazione è possibile salire. Si prende poi il sentiero 692 che si abbandona quasi subito imboccando sulla destra un sentiero non numerato che porta fino alla strada principale; da lì in pochi minuti si torna alle caserme.

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ITINERARIO 14

Le fortificazioni sopra Romagnano

Dal paese di Romagnano, raggiungibile in autobus da Trento, si sale per il sentiero 614b denominato "sentiero delle Caore" raggiungendo il caposaldo posto sopra il paese. Lasciandosi a destra il sentiero, è possibile vedere tracce di trincee e alcune opere in caverna. Risalendo ancora per poco il sentiero si arriva alla strada che porta al forte di Romagnano. Dopo il forte si segue la strada asfaltata che scende alla locanda Margon. Al termine della strada si costeggiano le campagne fino a individuare il sentiero che scende verso Romagnano. Un bel punto panoramico sulla valle è posto sopra i resti di un’opera difensiva del 1915. Al termine del sentiero una stradina che costeggia alcuni campi porta in pochi minuti al paese di Romagnano.

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ITINERARIO 15

Dal Buonconsiglio al Doss Trento

L’itinerario parte dal castello del Buonconsiglio, che durante la guerra fu sede del comando e centro operativo della Fortezza di Trento. Nella fossa del castello vennero giustiziati Cesare Battisti, Fabio Filzi e Damiano Chiesa, cittadini austriaci che durante la guerra combatterono come volontari nell’esercito italiano. Dal castello si attraversa la città e si supera il fiume Adige giungendo nel quartiere di Piedicastello. Qui ai piedi del Doss Trento è visitabile il suggestivo spazio espositivo de Le Gallerie, due ex tunnel stradali ora gestiti dalla Fondazione Museo storico del Trentino. Dal quartiere si sale sul dosso attraverso la strada degli alpini costruita a partire dal 1940. Raggiunta la sommità si può ammirare dall’alto la città. Sul Doss Trento oltre all’artiglieria era presente una polveriera fortificata, una stazione per piccioni viaggiatori e una caserma. Oggi sul Doss Trento sono visitabili il Museo nazionale storico degli alpini e il Mausoleo a Cesare Battisti, inaugurato nel 1935.

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